News | 4 Agosto 2026

Stitichezza nei bambini: alimentazione, acqua e buone abitudini. Cosa consiglia la pediatria

Stitichezza nei bambini: alimentazione, acqua e buone abitudini. Cosa consiglia la pediatria

BARI, AGOSTO 2026 – La stitichezza è uno dei disturbi gastrointestinali più frequenti in età pediatrica e rappresenta uno dei motivi più comuni di visita dal pediatra. Molti genitori si preoccupano quando il proprio bambino evacua raramente, lamenta dolore durante la defecazione oppure tende a trattenere le feci per paura del fastidio.

Nella maggior parte dei casi si tratta di stitichezza funzionale, cioè una condizione non dovuta a malattie dell’intestino ma legata ad abitudini alimentari, idratazione insufficiente, scarsa attività fisica o comportamenti di ritenzione volontaria delle feci. La buona notizia è che, con il giusto approccio, nella maggior parte dei bambini il problema può essere risolto o notevolmente migliorato. Le più recenti raccomandazioni pediatriche sottolineano infatti che una dieta equilibrata, una corretta idratazione, regolari abitudini intestinali e, quando necessario, una terapia prescritta dal pediatra rappresentano i pilastri del trattamento.

Quando la tradizione alimentare offre già numerosi alimenti amici dell’intestino, come accade in zone dalla tradizione enogastronomica consolidata come a Bari, il lavoro dei genitori può diventare più semplice: frutta fresca di stagione, verdure, legumi, cereali integrali e olio extravergine di oliva rappresentano preziosi alleati per favorire un intestino sano fin dai primi anni di vita.

 

Quando un bambino può essere definito stitico?

Secondo il pediatra non conta soltanto il numero delle evacuazioni. Un bambino può essere stitico anche se evacua ogni giorno ma presenta:

  • feci molto dure;
  • dolore durante l’evacuazione;
  • sforzo importante;
  • sensazione di evacuazione incompleta;
  • episodi di perdita involontaria di piccole quantità di feci (soiling).

Il pediatra valuta sempre l’insieme dei sintomi e non soltanto la frequenza delle evacuazioni.

Quali sono le cause più comuni?

Nella maggior parte dei casi la causa è funzionale.

Tra i fattori che favoriscono la stitichezza troviamo:

  • dieta povera di fibre;
  • scarso consumo di acqua;
  • sedentarietà;
  • trattenere volontariamente le feci per paura del dolore;
  • cambiamenti di routine (inizio della scuola, viaggio, svezzamento o spannolinamento).

Solo raramente la stitichezza è dovuta a malattie organiche, che il pediatra saprà riconoscere attraverso la visita e la presenza di eventuali segnali di allarme.

Bere più acqua risolve sempre il problema?

L’acqua è fondamentale, ma da sola non basta.

Una corretta idratazione aiuta l’intestino a mantenere le feci morbide, soprattutto quando l’alimentazione contiene una quantità adeguata di fibre.

Tuttavia, aumentare enormemente il consumo di acqua senza modificare le altre abitudini non rappresenta una cura della stitichezza. L’obiettivo è garantire un apporto di liquidi adeguato all’età del bambino.

Quali alimenti aiutano l’intestino?

Gli alimenti naturalmente ricchi di fibre sono i migliori alleati.

Tra questi troviamo:

  • frutta fresca;
  • verdure;
  • legumi;
  • cereali integrali;
  • avena;
  • kiwi;
  • pere;
  • prugne.

Nella tradizione pugliese non mancano alimenti particolarmente favorevoli: cime di rapa, cicorie, bietole, fave, ceci, lenticchie, fagioli, fichi, uva e olio extravergine di oliva sono ottimi esempi di alimentazione mediterranea utile anche per la salute intestinale dei bambini.

Ci sono alimenti che possono favorire la stitichezza?

Più che “vietati”, esistono alimenti da consumare con moderazione.

Tra questi:

  • snack confezionati;
  • merendine;
  • fast food;
  • prodotti ultraprocessati;
  • eccesso di dolci;
  • consumo eccessivo di alimenti poveri di fibre.

Anche un’alimentazione molto monotona, ricca di farine raffinate e povera di frutta e verdura può rallentare il transito intestinale.

La cucina pugliese tradizionale, se preparata in modo equilibrato, offre invece numerose alternative salutari rispetto ai prodotti industriali.

È vero che bisogna aumentare tantissimo le fibre?

No.

Le linee guida non consigliano di assumere quantità di fibre superiori al fabbisogno raccomandato.

L’obiettivo è raggiungere un apporto adeguato all’età attraverso una dieta varia ed equilibrata. Anche gli integratori di fibre non sono necessari nella maggior parte dei bambini e devono essere utilizzati solo quando indicati dal pediatra.

Quanto sono importanti le buone abitudini?

Sono fondamentali.

Molti bambini imparano inconsapevolmente a trattenere le feci, instaurando un circolo vizioso.

È utile:

  • andare in bagno ogni giorno dopo i pasti;
  • non avere fretta;
  • mantenere una postura corretta con i piedi ben appoggiati;
  • evitare rimproveri o pressioni.

Il riflesso naturale che segue i pasti può essere sfruttato per creare una routine intestinale regolare.

L’attività fisica può aiutare?

Assolutamente sì.

Correre, giocare all’aperto, andare in bicicletta e limitare il tempo trascorso davanti agli schermi favoriscono la normale motilità intestinale.

Per questo motivo l’attività fisica rappresenta uno dei pilastri della prevenzione della stitichezza.

Quando è necessario ricorrere ai lassativi?

Quando il pediatra lo ritiene opportuno.

Molti genitori temono che i lassativi possano creare dipendenza, ma quelli utilizzati nella stitichezza funzionale pediatrica, se prescritti correttamente, sono sicuri ed efficaci.

La terapia farmacologica va sempre accompagnata dalle corrette abitudini alimentari e comportamentali.

Quando bisogna consultare il pediatra?

È consigliabile richiedere una visita quando:

  • la stitichezza dura diverse settimane;
  • il bambino evacua con molto dolore;
  • compare sangue nelle feci;
  • si verifica perdita involontaria di feci;
  • il bambino presenta scarso accrescimento;
  • sono presenti vomito, importante gonfiore addominale o altri sintomi insoliti.

Una valutazione precoce evita che il problema diventi cronico e migliora la qualità di vita del bambino e della famiglia.


Ricorda:

  • la stitichezza è molto frequente nei bambini e nella maggior parte dei casi non è causata da una malattia, ma da abitudini alimentari e comportamentali modificabili;
  • una dieta ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, insieme a un’adeguata idratazione, aiuta a mantenere l’intestino in salute;
  • bere acqua è importante, ma da sola non basta: deve essere accompagnata da un’alimentazione equilibrata e da uno stile di vita attivo;
  • non rimproverare il bambino se trattiene le feci: creare una routine serena e senza pressioni è fondamentale per interrompere il circolo vizioso della stitichezza;
  • l’attività fisica quotidiana favorisce il naturale movimento dell’intestino e rappresenta un valido aiuto nella prevenzione;
  • i lassativi prescritti dal pediatra sono sicuri e, quando indicati, possono essere uno strumento efficace per risolvere il problema;
  • se la stitichezza persiste, provoca dolore importante, sangue nelle feci o difficoltà di crescita, è opportuno consultare il pediatra per una valutazione approfondita;
  • intervenire precocemente è il modo migliore per evitare che la stitichezza diventi un problema cronico e per migliorare il benessere del bambino e di tutta la famiglia;
  • di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
  • dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
  • se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
  • non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.

La stitichezza nei bambini è un disturbo molto frequente e, nella maggior parte dei casi, può essere affrontato con successo attraverso un approccio globale che comprende alimentazione equilibrata, adeguata idratazione, attività fisica e corrette abitudini intestinali. Quando necessario, il pediatra potrà integrare queste misure con una terapia specifica, sempre personalizzata sull’età e sulle caratteristiche del bambino.

Per le famiglie di Bari e della Puglia, riscoprire i principi della dieta mediterranea tradizionale rappresenta non solo una scelta culturale, ma anche un’importante strategia di prevenzione: legumi, verdure di stagione, frutta fresca, cereali integrali e olio extravergine di oliva costituiscono una base eccellente per favorire il benessere intestinale dei più piccoli.

Una visita pediatrica permette di distinguere una semplice stitichezza funzionale dalle rare condizioni che richiedono ulteriori approfondimenti, offrendo ai genitori indicazioni pratiche e personalizzate per aiutare il bambino a ritrovare serenità anche in bagno.

Ascolta il tuo medico. La miglior difesa per te e per la tua salute è lui: un medico di cui ti fidi.


 

Tags:

pediatra nutrizione bari
L'autore

La Dott.ssa Emanuela Birocchi è Medico Chirurgo e Specialista in formazione in Pediatria. Svolge attività clinica a Bari e Bitonto, prendendosi cura dei bambini dalla nascita all’adolescenza con un approccio fondato sull’ascolto, sulla prevenzione e sulle più recenti evidenze scientifiche.

Ha conseguito la laurea in “Medicine and Surgery” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS di Roma, frequentando un percorso di studi internazionale in lingua inglese con perfezionamento negli Stati Uniti. Ha successivamente maturato un’esperienza come ricercatrice in Malattie Infettive, che oggi rappresenta un valore aggiunto nella sua capacità di gestione delle patologie infettive pediatriche.

Ha perfezionato la propria formazione in Nutrizione Pediatrica, riconoscendo nell’alimentazione un elemento fondamentale per la crescita e il benessere del bambino. Attraverso un percorso giovanile trascorso nel cinema e nella recitazione ha sviluppato empatia e capacità comunicative, qualità che caratterizzano il suo rapporto con i piccoli pazienti e le loro famiglie.

Chiamaci su Whatsapp