News | 27 Ottobre 2026

Scaldasonno a letto e bambini: sì o no? Il parere della pediatria

Scaldasonno a letto e bambini: sì o no? Il parere della pediatria

BARI, OTTOBRE 2026 – Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, una delle domande che molti genitori si pongono è: lo scaldasonno elettrico si può utilizzare nel letto dei bambini? È sicuro lasciarlo acceso durante la notte?

A Bari e in Puglia, dove il clima è generalmente mite rispetto a quello di altre zone d’Italia, non mancano comunque le notti fredde, soprattutto durante le ondate di freddo invernali. Nelle abitazioni, in particolare quando il riscaldamento non è uniforme o le camere da letto sono poco isolate, può venire spontaneo ricorrere a dispositivi elettrici per riscaldare il materasso.

Lo scaldasonno può sembrare una soluzione pratica per rendere il letto più accogliente, ma quando si parla di bambini è importante distinguere tra riscaldare il letto prima di coricarsi e mantenere un dispositivo elettrico acceso mentre il bambino dorme.

La pediatria invita a prestare particolare attenzione ai neonati e ai lattanti, che non sono in grado di allontanarsi autonomamente da una fonte di calore o di comunicare chiaramente un disagio. Il rischio non riguarda soltanto eventuali ustioni: anche il surriscaldamento e un ambiente di sonno non adeguato meritano attenzione.

Vediamo, attraverso dieci domande e risposte, cosa sapere per proteggere il sonno e la salute dei bambini durante i mesi più freddi.

1. Lo scaldasonno elettrico è sicuro per i bambini?

La risposta dipende dall’età del bambino, dal dispositivo e soprattutto da come viene utilizzato. Lo scaldasonno è un apparecchio elettrico che produce calore a contatto con il materasso. Se utilizzato in modo scorretto, danneggiato o lasciato acceso senza le necessarie precauzioni, può comportare rischi di surriscaldamento, ustioni e problemi elettrici.

Per neonati e lattanti, la scelta più prudente è non utilizzare lo scaldasonno nel loro spazio di riposo. Per i bambini più grandi, invece, non è possibile considerarlo automaticamente sicuro in ogni circostanza: bisogna attenersi alle istruzioni del produttore e valutare età, autonomia e condizioni di salute.

Il fatto che un apparecchio sia dotato di termostato o spegnimento automatico non elimina ogni rischio.

2. Si può lasciare lo scaldasonno acceso tutta la notte?

È preferibile evitare che il bambino dorma per tutta la notte su uno scaldasonno elettrico acceso, soprattutto se è molto piccolo o non è in grado di segnalare un eccessivo calore. Il riscaldamento prolungato può favorire un aumento della temperatura corporea e, in determinate condizioni, provocare irritazioni o lesioni da calore. Inoltre, non tutti i dispositivi sono progettati per essere utilizzati durante il sonno per periodi prolungati.

Per i bambini più grandi, è fondamentale seguire esattamente le indicazioni del produttore: non bisogna presumere che ogni modello possa essere lasciato acceso durante la notte. La soluzione più semplice, quando si vuole rendere il letto confortevole, è puntare su una camera adeguatamente temperata, un pigiama appropriato e una copertura adatta alla stagione, eventualmente con l’utilizzo di sacchi-nanna.

3. Perché lo scaldasonno è particolarmente sconsigliato per neonati e lattanti?

Nei primi mesi di vita il sistema di regolazione della temperatura corporea è ancora in maturazione. Inoltre, un neonato non può allontanarsi autonomamente da una fonte di calore né avvisare un adulto quando ha troppo caldo.

Le raccomandazioni per il sonno sicuro invitano a evitare il surriscaldamento, l’eccesso di vestiti e le coperte troppo pesanti. Il Ministero della Salute indica come riferimento una temperatura della stanza in cui dorme il bambino di circa 18–20 °C, evitando di coprirlo eccessivamente.

Per questo motivo, nel lettino di un neonato è preferibile non utilizzare dispositivi elettrici riscaldanti. Il bambino dovrebbe dormire su un materasso rigido e piano, libero da oggetti morbidi e biancheria non necessaria.

4. Posso accendere lo scaldasonno prima di mettere il bambino a letto?

Riscaldare il letto prima di coricarsi è diverso dal mantenere lo scaldasonno acceso durante il sonno. Tuttavia, con i bambini piccoli è necessario essere prudenti. Per neonati e lattanti, è preferibile evitare di inserire uno scaldasonno nel lettino anche soltanto per preriscaldarlo: non è necessario ricorrere a un dispositivo elettrico per garantire loro un ambiente confortevole.

Per i bambini più grandi, se il produttore consente il preriscaldamento, un adulto può seguire le istruzioni specifiche, sorvegliare l’apparecchio e spegnerlo prima che il bambino si corichi. Il letto deve essere a una temperatura confortevole, senza punti eccessivamente caldi. Se previsto dal manuale, è opportuno scollegare il dispositivo prima dell’utilizzo del letto.

Non bisogna mai piegare o accartocciare lo scaldasonno, coprirne il comando in modo improprio o utilizzarlo se il cavo presenta danni.

5. Qual è la temperatura ideale della cameretta in inverno?

Per il sonno dei neonati, le indicazioni del Ministero della Salute suggeriscono di mantenere la stanza intorno ai 18–20 °C, evitando il surriscaldamento. Non è necessario trasformare la cameretta in un ambiente molto caldo per far dormire bene il bambino. Una temperatura moderata, un abbigliamento adeguato e una copertura appropriata sono generalmente sufficienti.

Anche a Bari e nelle altre città pugliesi, dove gli inverni sono spesso meno rigidi rispetto alle regioni settentrionali, la temperatura interna può variare molto da un’abitazione all’altra. È quindi più utile controllare la temperatura reale della stanza che affidarsi soltanto alla percezione del freddo.

Se il bambino suda, ha il torace molto caldo o appare arrossato, potrebbe essere troppo coperto o trovarsi in un ambiente eccessivamente caldo.

6. Come faccio a capire se mio figlio ha troppo caldo mentre dorme?

Le mani e i piedi possono essere più freschi rispetto al resto del corpo e non sono sempre un indicatore affidabile della temperatura complessiva. È più utile controllare delicatamente il torace o la parte posteriore del collo. Se la pelle è molto calda, umida o sudata, può essere opportuno alleggerire l’abbigliamento o ridurre la temperatura della stanza.

Altri segnali da non trascurare sono un marcato arrossamento, un disagio insolito o una respirazione diversa dal normale. Se il bambino appare molto abbattuto, è difficile da svegliare o presenta difficoltà respiratoria, occorre richiedere immediatamente assistenza medica.

È importante ricordare che non bisogna coprire eccessivamente il bambino per paura che abbia freddo: il surriscaldamento è un rischio da prevenire, soprattutto nel primo anno di vita.

7. Quali sono le alternative più sicure allo scaldasonno?

Nella maggior parte dei casi, il modo migliore per rendere confortevole il sonno consiste nel regolare la temperatura della stanza e scegliere un abbigliamento adatto all’età.

Per i neonati e i lattanti è possibile valutare un sacco nanna della misura corretta e adatto alla temperatura ambientale, seguendo le istruzioni del produttore. Deve consentire al bambino di muovere liberamente le anche e non deve essere associato a coperte aggiuntive che possano coprirgli il viso.

Per i bambini più grandi si possono scegliere pigiami adeguati alla stagione e coperte idonee, evitando strati eccessivi.

È preferibile evitare borse dell’acqua calda, cuscini termici e altri dispositivi riscaldanti a contatto con il bambino durante il sonno, perché possono provocare ustioni o surriscaldamento.

8. E se mio figlio ha sempre mani e piedi freddi?

Avere mani e piedi freschi non significa necessariamente che il bambino abbia freddo. Nei neonati, in particolare, la circolazione periferica può rendere le estremità più fredde rispetto al tronco. Prima di aggiungere coperte o ricorrere allo scaldasonno, è meglio controllare il torace e valutare il benessere generale del bambino.

Se il tronco è tiepido e il bambino dorme serenamente, non è generalmente necessario aumentare il riscaldamento soltanto perché le mani o i piedi sono freschi. Se invece il bambino appare insolitamente pallido, molto freddo al tatto, poco reattivo o presenta altri sintomi, è opportuno chiedere un parere medico.

9. Lo scaldasonno può essere utilizzato da bambini più grandi?

Nei bambini più grandi il rischio legato all’incapacità di comunicare il disagio può essere inferiore, ma questo non rende automaticamente sicuro qualsiasi utilizzo.

Prima di usare lo scaldasonno è necessario verificare che sia integro, che il modello sia adatto all’uso previsto e che le istruzioni consentano l’impiego nelle condizioni desiderate. Il bambino deve essere in grado di riconoscere il calore eccessivo e chiedere aiuto; anche in questo caso, tuttavia, non bisogna fare affidamento soltanto sulla sua capacità di accorgersi del problema.

Occorre prestare particolare attenzione nei bambini con sensibilità ridotta, disturbi neurologici, difficoltà motorie o condizioni che possano impedire loro di allontanarsi da una fonte di calore. In queste situazioni è opportuno chiedere indicazioni al pediatra.

Non utilizzare mai dispositivi danneggiati, piegati, umidi o privi delle protezioni previste dal produttore.

10. Quando è opportuno chiedere consiglio al pediatra?

Il pediatra può aiutare la famiglia a individuare la soluzione più adatta in base all’età del bambino, alle condizioni di salute, all’ambiente domestico e alle abitudini del sonno. È particolarmente utile chiedere un parere se il bambino è nato prematuro, presenta patologie croniche, ha difficoltà a regolare la temperatura corporea o necessita di particolari accorgimenti per dormire.

In caso di ustione, anche se inizialmente sembra lieve, è opportuno valutare la lesione con un professionista sanitario. Se l’ustione è estesa o profonda, interessa il volto o altre sedi delicate, oppure il bambino presenta sintomi importanti, è necessario richiedere assistenza urgente.

Il confronto con il pediatra di riferimento può essere l’occasione per rivedere non soltanto l’utilizzo dello scaldasonno, ma anche la temperatura della cameretta, l’abbigliamento notturno e tutte le regole per un sonno sicuro.

Ricorda:

  • Lo scaldasonno non è necessario per garantire un sonno confortevole ai bambini.
  • Per neonati e lattanti, la scelta più prudente è evitare dispositivi elettrici riscaldanti nel lettino.
  • Non lasciare acceso lo scaldasonno durante il sonno del bambino senza aver verificato che il produttore consenta espressamente quell’utilizzo; con i più piccoli, è preferibile evitarlo.
  • Il surriscaldamento è un rischio da prevenire: non coprire eccessivamente il bambino e non riscaldare troppo la cameretta.
  • Per il sonno dei neonati, una temperatura ambientale intorno a 18–20 °C è un riferimento utile.
  • Un sacco nanna appropriato, un pigiama adeguato e una stanza ben regolata sono alternative da considerare.
  • Mani e piedi freschi non indicano necessariamente che il bambino abbia freddo: controlla soprattutto il torace e il benessere generale.
  • Non utilizzare mai scaldasonno, cuscini termici o borse dell’acqua calda se sono danneggiati o in condizioni non conformi alle istruzioni.
  • In presenza di patologie, prematurità o difficoltà di termoregolazione, chiedi consiglio al pediatra.
  • Le buone abitudini del sonno sono importanti durante tutto l’anno, anche negli inverni generalmente miti di Bari e della Puglia.

Conclusione

Lo scaldasonno può sembrare una soluzione comoda per affrontare le notti fredde, ma quando si parla di bambini è fondamentale mettere al primo posto la sicurezza. Per neonati e lattanti, la scelta più prudente è evitare dispositivi elettrici riscaldanti nel lettino e prevenire il surriscaldamento attraverso una temperatura ambientale adeguata, un abbigliamento appropriato e un ambiente di sonno sicuro. Per i bambini più grandi, l’eventuale utilizzo deve rispettare rigorosamente le indicazioni del produttore e tenere conto delle caratteristiche del bambino.

Anche a Bari e in Puglia, dove le condizioni meteorologiche invernali possono cambiare rapidamente, non è necessario rendere la cameretta eccessivamente calda per proteggere i più piccoli dal freddo. Il consiglio della pediatria è semplice: meglio un letto confortevole e un ambiente ben regolato che una fonte di calore elettrica lasciata accesa durante il sonno.

Per dubbi specifici sulle abitudini notturne, sulla temperatura della cameretta o sulla sicurezza del sonno, il pediatra di fiducia resta il riferimento più adatto per accompagnare ogni famiglia nelle scelte quotidiane.

 

| Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce il parere del pediatra, né le istruzioni di sicurezza fornite dal produttore dello specifico dispositivo.

Tags:

pediatra nutrizione bari
L'autore

La Dott.ssa Emanuela Birocchi è Medico Chirurgo e Specialista in formazione in Pediatria. Svolge attività clinica a Bari e Bitonto, prendendosi cura dei bambini dalla nascita all’adolescenza con un approccio fondato sull’ascolto, sulla prevenzione e sulle più recenti evidenze scientifiche.

Ha conseguito la laurea in “Medicine and Surgery” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS di Roma, frequentando un percorso di studi internazionale in lingua inglese con perfezionamento negli Stati Uniti. Ha successivamente maturato un’esperienza come ricercatrice in Malattie Infettive, che oggi rappresenta un valore aggiunto nella sua capacità di gestione delle patologie infettive pediatriche.

Ha perfezionato la propria formazione in Nutrizione Pediatrica, riconoscendo nell’alimentazione un elemento fondamentale per la crescita e il benessere del bambino. Attraverso un percorso giovanile trascorso nel cinema e nella recitazione ha sviluppato empatia e capacità comunicative, qualità che caratterizzano il suo rapporto con i piccoli pazienti e le loro famiglie.

Chiamaci su Whatsapp