BARI, AGOSTO 2026 – Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di alimenti ultraprocessati, ma molti genitori si chiedono cosa siano realmente e quale impatto possano avere sulla salute dei propri figli. Biscotti confezionati, merendine, snack, bibite zuccherate, cereali da colazione, würstel, patatine e molti altri prodotti fanno ormai parte dell’alimentazione quotidiana di molti bambini.
Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come un consumo frequente di questi alimenti sia associato a un maggiore rischio di sovrappeso, obesità, disturbi metabolici e a una peggiore qualità complessiva della dieta. Durante l’infanzia, quando l’organismo è in pieno sviluppo, è particolarmente importante favorire abitudini alimentari sane che accompagneranno il bambino anche nell’età adulta.
In ambito pediatrico in generale, ma ancor più in luoghi come Bari che hanno una tradizione enogastronomica importante, è fondamentale sempre ricordare il ruolo della tradizione alimentare mediterranea, ricca di alimenti semplici e poco lavorati. La cucina pugliese offre un patrimonio straordinario di verdure di stagione, legumi, frutta fresca, olio extravergine di oliva, pesce e cereali che rappresentano la base ideale per una crescita sana.
In primo luogo, cosa sono gli alimenti ultraprocessati?
Gli alimenti ultraprocessati sono prodotti industriali ottenuti attraverso numerosi processi di trasformazione e contenenti ingredienti che normalmente non vengono utilizzati nella cucina domestica, come additivi, aromi artificiali, emulsionanti, coloranti, dolcificanti e conservanti.
Sono progettati per essere molto gustosi, pratici e con una lunga conservazione.
Quali sono gli esempi più comuni?
Tra gli alimenti ultraprocessati troviamo:
- merendine confezionate;
- snack salati;
- patatine in busta;
- bibite zuccherate;
- bevande energetiche;
- cereali da colazione molto zuccherati;
- biscotti industriali;
- caramelle;
- würstel e alcuni salumi industriali;
- gelati confezionati;
- yogurt molto zuccherati con numerosi ingredienti aggiunti.
Non tutti gli alimenti confezionati sono ultraprocessati: è importante imparare a leggere le etichette.
Perché piacciono così tanto ai bambini?
Questi prodotti sono studiati per essere estremamente appetibili.
L’elevata presenza di zuccheri, grassi, sale e aromi intensifica il piacere del consumo e può rendere meno graditi gli alimenti freschi e naturali.
Con il tempo il bambino rischia di preferire esclusivamente sapori molto intensi.
Quali rischi comporta un consumo frequente?
Una dieta ricca di alimenti ultraprocessati può aumentare il rischio di:
- sovrappeso;
- obesità;
- diabete di tipo 2;
- aumento del colesterolo;
- ipertensione;
- carie dentaria;
- alterazioni del microbiota intestinale;
- scarso apporto di vitamine, minerali e fibre.
Secondo le più recenti ricerche svolte in pediatria, il problema non è il consumo occasionale, ma l’abitudine quotidiana.
Possono influenzare anche il comportamento?
Alcuni studi di pediatri suggeriscono un’associazione tra un elevato consumo di alimenti ultraprocessati e una maggiore frequenza di difficoltà attentive, alterazioni dell’umore e peggior qualità del sonno.
Le ricerche sono ancora in evoluzione, ma ridurne il consumo rappresenta comunque una scelta favorevole per la salute generale.
Come riconoscerli leggendo l’etichetta?
Una regola semplice che oggi i pediatri insegnano alle mamme consiste nell’osservare la lista degli ingredienti.
Se è molto lunga e contiene numerosi ingredienti poco familiari, sigle, additivi, aromi, emulsionanti o coloranti, probabilmente si tratta di un alimento ultraprocessato.
Più la lista è semplice, meglio è.
I prodotti “per bambini” sono sempre salutari?
No. La scritta “per bambini” non garantisce automaticamente una migliore qualità nutrizionale.
Molti prodotti destinati all’infanzia contengono quantità elevate di zuccheri aggiunti, aromi o ingredienti altamente processati.
È sempre utile leggere con attenzione l’etichetta nutrizionale.
Quali alternative possiamo scegliere?
Le alternative migliori sono gli alimenti semplici:
- frutta fresca;
- yogurt bianco naturale;
- pane con olio extravergine di oliva;
- pane e pomodoro;
- frutta secca (quando appropriata per età);
- legumi;
- uova;
- pesce;
- verdure di stagione.
Anche una torta preparata in casa rappresenta spesso una scelta migliore rispetto a molti dolci industriali.
La dieta mediterranea consumata in città come Bari è ancora il modello migliore?
Assolutamente sì. La dieta mediterranea rimane uno dei modelli alimentari più studiati e raccomandati al mondo.
A Bari e in tutta la Puglia c’è la fortuna di vivere in un territorio dove è facile reperire alimenti freschi e di qualità: olio extravergine di oliva, pomodori, ortaggi, legumi, pesce azzurro, frutta di stagione e cereali che rappresentano una base eccellente per l’alimentazione dei bambini.
Recuperare le tradizioni della cucina pugliese significa anche ridurre naturalmente il consumo di prodotti ultraprocessati.
I pediatri consigliano di eliminare completamente i cibi ultraprocessati?
No. L’obiettivo non deve essere il divieto assoluto, che potrebbe rendere questi alimenti ancora più desiderabili.
È preferibile educare il bambino a considerarli come un’eccezione, privilegiando nella vita quotidiana alimenti freschi e preparazioni semplici.
L’equilibrio e la continuità delle buone abitudini valgono molto più delle rinunce occasionali.
Ricorda:
- gli alimenti ultraprocessati non devono essere proibiti, ma consumati solo occasionalmente;
- l’alimentazione quotidiana dovrebbe essere basata su alimenti freschi e poco processati, come frutta, verdura, legumi, pesce, cereali e olio extravergine di oliva;
- le abitudini alimentari si costruiscono nei primi anni di vita e influenzano la salute anche da adulti;
- non lasciarti guidare dalle confezioni o dalle scritte “per bambini”: leggi sempre la lista degli ingredienti;
- prepara i pasti in casa, quando possibile: in questo modo controllerai meglio la qualità degli alimenti;
- la dieta mediterranea rappresenta ancora oggi il modello alimentare ideale per la crescita e lo sviluppo del bambino;
- il buon esempio dei genitori è il più potente strumento educativo: i bambini tendono a mangiare ciò che vedono fare in famiglia;
- non conta il singolo alimento, ma l’equilibrio dell’alimentazione nel tempo: una merendina ogni tanto non compromette una dieta sana, se inserita in uno stile alimentare corretto;
- coinvolgi i bambini nella scelta e nella preparazione dei pasti: li aiuterai ad accettare più facilmente gli alimenti sani;
- piccoli cambiamenti quotidiani possono fare una grande differenza per la salute presente e futura del bambino;
- di fronte ad una malattia di cui non hai mai sentito parlare, non aver timore, sii scettico e fai domande al tuo medico: perché facciamo questo esame? è necessario? da cosa è determinata questa malattia? quali sono gli effetti collaterali di questo medicinale? e per quanto tempo devo prenderlo? ci sono rischi? dovrò fare un intervento?
- dopo essere stato dal tuo medico, chiediti: ha ascoltato pazientemente le mie preoccupazioni? mi ha spiegato adeguatamente le cure necessarie? era un buon comunicatore? mi guardava negli occhi mentre parlavamo? era empatico, paziente, affabile e professionale?
- se il medico non risponde alle tue domande: non aver timore di cambiare medico e chiedere un secondo o un terzo parere;
- non cercare le tue risposte sul Dr. Google: i meccanismi di indicizzazione di un argomento sui motori di ricerca presenti nel web seguono algoritmi che non corrispondono alla logica prevista dalla scienza medica e potrebbero darti false speranze o facili illusioni su un problema che magari non è associato al tuo quadro clinico, facendoti spaventare senza motivo o facendoti sottovalutare un problema che magari può essere molto serio.
L'autore
La Dott.ssa Emanuela Birocchi è Medico Chirurgo e Specialista in formazione in Pediatria. Svolge attività clinica a Bari e Bitonto, prendendosi cura dei bambini dalla nascita all’adolescenza con un approccio fondato sull’ascolto, sulla prevenzione e sulle più recenti evidenze scientifiche.
Ha conseguito la laurea in “Medicine and Surgery” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS di Roma, frequentando un percorso di studi internazionale in lingua inglese con perfezionamento negli Stati Uniti. Ha successivamente maturato un’esperienza come ricercatrice in Malattie Infettive, che oggi rappresenta un valore aggiunto nella sua capacità di gestione delle patologie infettive pediatriche.
Ha perfezionato la propria formazione in Nutrizione Pediatrica, riconoscendo nell’alimentazione un elemento fondamentale per la crescita e il benessere del bambino. Attraverso un percorso giovanile trascorso nel cinema e nella recitazione ha sviluppato empatia e capacità comunicative, qualità che caratterizzano il suo rapporto con i piccoli pazienti e le loro famiglie.
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