News | 29 Settembre 2026

Integratori e farmaci per prevenire le infezioni delle alte vie respiratorie quando inizia la scuola: cosa consiglia la pediatria?

Integratori e farmaci per prevenire le infezioni delle alte vie respiratorie quando inizia la scuola: cosa consiglia la pediatria?

BARI, SETTEMBRE 2026 – Con l’inizio della scuola torna puntualmente una delle preoccupazioni più frequenti dei genitori: “Come posso evitare che mio figlio si ammali continuamente?”

Nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria rappresentano ambienti nei quali i bambini entrano quotidianamente in contatto con molti coetanei. Raffreddore, rinite, faringite, tonsillite, otite e altre infezioni delle alte vie respiratorie diventano quindi particolarmente frequenti, soprattutto nei bambini più piccoli. L’American Academy of Pediatrics ricorda che nei primi anni di vita i bambini possono andare incontro anche a numerosi episodi respiratori ogni anno, con una progressiva riduzione della frequenza con la crescita.

Questo, però, non significa che sia necessario iniziare l’autunno con una “scorta” di integratori, antibiotici o farmaci.

La pediatria moderna distingue infatti tra ciò che ha realmente dimostrato di ridurre il rischio di infezione e ciò che viene spesso utilizzato per tradizione, pubblicità o convinzione personale.

La domanda corretta, quindi, non è soltanto “Cosa posso dare a mio figlio per non farlo ammalare?”, ma: “Quali strategie hanno realmente dimostrato di essere utili per prevenire le infezioni respiratorie nei bambini?”

Vediamolo insieme.

1. È normale che un bambino si ammali più spesso quando inizia la scuola?

Sì.

Il contatto ravvicinato con molti bambini facilita la circolazione dei virus respiratori. Nidi, scuole dell’infanzia e scuole rappresentano infatti ambienti nei quali le infezioni trasmissibili sono più frequenti.

Nei primi anni di vita il sistema immunitario incontra numerosi virus per la prima volta. Per questo un bambino che frequenta il nido o la scuola dell’infanzia può presentare diversi episodi di raffreddore, rinite, tosse o faringite durante l’anno.

Questo non significa necessariamente che abbia “le difese immunitarie basse”.

Con la crescita e l’esposizione progressiva ai diversi virus, la frequenza degli episodi tende generalmente a diminuire.

2. Esiste un integratore che impedisce al bambino di ammalarsi?

No, non esiste un integratore universale capace di impedire le infezioni respiratorie.

Vitamina C, vitamina D, zinco, probiotici e altri prodotti vengono spesso proposti come “rinforzanti delle difese immunitarie”.

Il problema è che un bambino sano, adeguatamente alimentato e senza carenze nutrizionali non diventa automaticamente più resistente alle infezioni assumendo un multivitaminico.

Gli integratori possono avere un ruolo quando esiste una specifica necessità nutrizionale, una carenza documentata o una particolare condizione clinica.

La prevenzione non dovrebbe quindi trasformarsi in una somministrazione automatica di integratori a tutti i bambini all’inizio dell’anno scolastico.

3. La vitamina D deve essere data a tutti i bambini per prevenire raffreddore e influenza?

La vitamina D è importante per la salute dell’organismo e del sistema immunitario, ma la sua integrazione non deve essere considerata automaticamente una terapia preventiva contro tutte le infezioni respiratorie.

La valutazione deve tenere conto dell’età, dell’alimentazione, dell’esposizione solare, dei fattori di rischio e delle eventuali indicazioni pediatriche.

In altre parole: vitamina D sì quando è indicata; vitamina D come “scudo universale” contro i virus no.

Questo è particolarmente importante anche in una regione come la Puglia, caratterizzata da un’elevata disponibilità di luce solare: la semplice presenza di sole, tuttavia, non permette di stabilire individualmente se un bambino abbia o meno un adeguato stato vitaminico.

4. E la vitamina C? Conviene iniziarla a settembre?

La vitamina C è indispensabile per l’organismo, ma non è corretto considerarla una sorta di vaccino contro il raffreddore.

In un bambino che segue una dieta equilibrata, la strategia più razionale è assicurare un’alimentazione variata piuttosto che somministrare automaticamente vitamina C sotto forma di integratore.

Frutta e verdura dovrebbero essere presenti regolarmente nell’alimentazione quotidiana.

E qui la tradizione mediterranea e pugliese può essere una grande alleata: pomodori, agrumi, kiwi, broccoli, cavoli, peperoni, verdure a foglia, legumi e frutta di stagione permettono di costruire un’alimentazione ricca e varia senza trasformare ogni raffreddore in un problema da trattare con un integratore.

5. I probiotici possono prevenire le infezioni respiratorie?

È una delle domande più interessanti della pediatria moderna.

Il rapporto tra microbiota intestinale, sistema immunitario e infezioni respiratorie è oggetto di numerosi studi.

Alcuni probiotici e alcune combinazioni specifiche hanno mostrato risultati interessanti in determinate popolazioni pediatriche, ma non tutti i probiotici sono uguali.

È fondamentale ricordare che: “Probiotico” non identifica un unico prodotto né un unico effetto.

Ceppi diversi possono avere caratteristiche biologiche e risultati clinici differenti.

Per questo non è corretto affermare che “i probiotici prevengono le infezioni” in generale. La scelta, quando indicata, dovrebbe essere effettuata considerando ceppo, dose, età e situazione clinica del bambino.

6. Lo zinco può essere utilizzato come prevenzione?

Lo zinco è un micronutriente essenziale e una sua carenza può compromettere numerose funzioni dell’organismo.

Ma questo non significa che tutti i bambini debbano assumere zinco prima dell’inizio della scuola.

Nei bambini ben nutriti e senza una specifica indicazione, l’integrazione sistematica non rappresenta una strategia standard di prevenzione delle infezioni respiratorie.

Anche in questo caso la regola è semplice: correggere una carenza è diverso dal somministrare un integratore a tutti “per sicurezza”.

7. Gli antibiotici possono essere utilizzati preventivamente?

No, non per prevenire i comuni raffreddori e le infezioni virali delle alte vie respiratorie.

La maggior parte degli episodi respiratori nei bambini è di origine virale. Gli antibiotici agiscono invece contro i batteri.

Utilizzare un antibiotico “per evitare che l’infezione peggiori” in assenza di una precisa indicazione significa esporre il bambino a un trattamento che potrebbe non apportare alcun beneficio e contribuire invece agli effetti indesiderati e al fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

L’antibiotico deve essere utilizzato quando esiste una diagnosi o un quadro clinico che ne giustifichi l’impiego.

8. Esistono farmaci da utilizzare preventivamente all’inizio della scuola?

Per il bambino sano non esiste una terapia farmacologica preventiva da somministrare di routine contro le comuni infezioni respiratorie.

Esistono però situazioni particolari nelle quali la prevenzione farmacologica può avere un ruolo.

Un esempio è rappresentato dall’influenza, per la quale esistono farmaci antivirali utilizzabili in specifiche circostanze e soprattutto in soggetti a rischio; non rappresentano però una terapia preventiva da somministrare indiscriminatamente a tutti i bambini. Le raccomandazioni dell’Accademia Americana di Pediatria per la stagione influenzale 2026-2027 distinguono chiaramente prevenzione mediante vaccinazione e uso mirato dei farmaci antivirali.

Anche per altri virus respiratori esistono strategie preventive specifiche per determinate fasce d’età o categorie a rischio. Per esempio, le raccomandazioni sul virus respiratorio sinciziale (RSV) prevedono specifiche strategie di immunizzazione per prevenire la malattia grave nei lattanti e nei bambini indicati.

Queste strategie non devono essere confuse con l’uso quotidiano di farmaci “rinforzanti”.

9. Cosa possiamo fare concretamente ogni giorno per ridurre le infezioni?

Le strategie più semplici rimangono spesso le più importanti:

  • lavare regolarmente le mani;
  • evitare di condividere bicchieri, posate e oggetti portati alla bocca;
  • insegnare al bambino a tossire e starnutire nel gomito;
  • favorire una buona ventilazione degli ambienti;
  • evitare l’esposizione al fumo di tabacco;
  • garantire un sonno adeguato;
  • mantenere un’alimentazione equilibrata;
  • mantenere una buona attività fisica;
  • seguire le vaccinazioni raccomandate;
  • non mandare a scuola un bambino che presenta condizioni cliniche incompatibili con la frequenza.

È importante anche ricordare che non è realistico pensare di eliminare completamente il rischio di infezione: molti virus possono essere trasmessi anche prima della comparsa dei sintomi o da persone che rimangono asintomatiche.

L’obiettivo è quindi ridurre il rischio e soprattutto evitare le forme più severe, non creare un ambiente completamente sterile intorno al bambino.

10. E l’alimentazione? Può davvero aiutare le difese immunitarie?

Sì, ma non attraverso un singolo alimento “miracoloso”.

Il sistema immunitario ha bisogno di energia, proteine, vitamine, minerali e micronutrienti. Una dieta varia e adeguata rappresenta quindi una componente fondamentale della salute del bambino.

In Puglia abbiamo la fortuna di avere una tradizione alimentare perfettamente compatibile con questo principio.

La dieta mediterranea pugliese comprende tradizionalmente:

  • verdure;
  • legumi;
  • frutta;
  • cereali;
  • olio extravergine di oliva;
  • pesce;
  • frutta secca;
  • alimenti freschi e stagionali.

Anche piatti tipici come orecchiette con le verdure, legumi, pasta e ceci, pesce, pomodoro e verdure di stagione possono rientrare in un’alimentazione equilibrata per il bambino, naturalmente adattata all’età.

La focaccia barese, i taralli e gli altri prodotti tradizionali non devono diventare “alimenti proibiti”, ma nemmeno sostituire quotidianamente frutta, verdura, legumi e altre fonti nutrizionali importanti.

La prevenzione delle infezioni non nasce da un singolo alimento: nasce dall’insieme delle abitudini quotidiane.


Ricorda:

  • Il bambino che inizia la scuola non deve necessariamente assumere integratori.
  • Un multivitaminico non sostituisce un’alimentazione equilibrata.
  • La vitamina D va utilizzata quando indicata dal pediatra e non semplicemente come “scudo” contro i virus.
  • La vitamina C è importante, ma non è una terapia preventiva universale contro raffreddore e influenza.
  • I probiotici non sono tutti uguali: eventuali benefici dipendono dal ceppo e dalla situazione clinica.
  • Lo zinco non deve essere somministrato automaticamente a tutti i bambini.
  • Gli antibiotici non devono essere utilizzati per prevenire le comuni infezioni virali.
  • Non esiste una “cura preventiva” da iniziare a settembre per evitare tutti i raffreddori.
  • Vaccinazioni, igiene delle mani, ventilazione degli ambienti, sonno e alimentazione equilibrata sono parte della vera prevenzione.
  • Il cibo ultraprocessato non deve essere necessariamente demonizzato o vietato sempre: è la frequenza e il contesto dell’alimentazione complessiva a essere importanti.
  • La tavola mediterranea pugliese può essere un ottimo modello alimentare per il bambino, valorizzando verdure, legumi, frutta, cereali, pesce e olio extravergine di oliva.
  • Non bisogna cercare di impedire al bambino di incontrare ogni virus: l’obiettivo è accompagnarlo nella crescita con un sistema immunitario sostenuto da buone abitudini.
  • Quando un bambino si ammala molto spesso, la soluzione non è necessariamente un integratore: è più utile parlarne con il pediatra per capire se la frequenza degli episodi è realmente superiore all’atteso e se esistono fattori predisponenti.

Conclusione

L’inizio della scuola porta inevitabilmente con sé una maggiore esposizione ai virus respiratori. Soprattutto nei primi anni di vita, raffreddori, rinofaringiti e altri episodi delle alte vie respiratorie sono frequenti e tendono a ridursi con la crescita.

La pediatria moderna ci invita però a cambiare prospettiva: non dobbiamo cercare il prodotto che “rinforza le difese immunitarie”, ma costruire le condizioni che permettono al bambino di mantenersi in salute.

Una buona alimentazione, un sonno adeguato, attività fisica, vaccinazioni appropriate, igiene delle mani, ambienti ben ventilati e assenza di fumo rappresentano la base della prevenzione.

Gli integratori possono avere un ruolo quando esiste una precisa indicazione, mentre farmaci come antibiotici e antivirali devono essere utilizzati in situazioni specifiche e secondo indicazione medica.

Per i genitori di Bari e della Puglia, questo significa anche valorizzare una risorsa che abbiamo quotidianamente a tavola: la tradizione della dieta mediterranea, fatta di verdure, legumi, frutta, cereali, pesce e olio extravergine di oliva.

E soprattutto ricordare che, quando arriva settembre, non serve riempire l’armadietto dei farmaci: serve preparare il bambino a tornare alla sua normale vita di scuola, gioco, movimento e socialità.

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L'autore

La Dott.ssa Emanuela Birocchi è Medico Chirurgo e Specialista in formazione in Pediatria. Svolge attività clinica a Bari e Bitonto, prendendosi cura dei bambini dalla nascita all’adolescenza con un approccio fondato sull’ascolto, sulla prevenzione e sulle più recenti evidenze scientifiche.

Ha conseguito la laurea in “Medicine and Surgery” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS di Roma, frequentando un percorso di studi internazionale in lingua inglese con perfezionamento negli Stati Uniti. Ha successivamente maturato un’esperienza come ricercatrice in Malattie Infettive, che oggi rappresenta un valore aggiunto nella sua capacità di gestione delle patologie infettive pediatriche.

Ha perfezionato la propria formazione in Nutrizione Pediatrica, riconoscendo nell’alimentazione un elemento fondamentale per la crescita e il benessere del bambino. Attraverso un percorso giovanile trascorso nel cinema e nella recitazione ha sviluppato empatia e capacità comunicative, qualità che caratterizzano il suo rapporto con i piccoli pazienti e le loro famiglie.

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