BARI, AGOSTO 20206 – “Dottoressa, con questo caldo mio figlio non vuole mangiare più niente!”
È una delle preoccupazioni più frequenti dei genitori durante l’estate. Quando arrivano le giornate calde, infatti, molti bambini sembrano perdere interesse per il cibo: saltano volentieri la colazione, mangiano poco a pranzo, chiedono soprattutto frutta, yogurt o gelato e sembrano avere appetito soltanto alla sera.
Nella maggior parte dei casi, però, una riduzione dell’appetito durante l’estate è un fenomeno normale e transitorio. Il caldo può ridurre la sensazione di fame e, contemporaneamente, aumentare il bisogno di liquidi. Anche il cambiamento dei ritmi quotidiani, le vacanze, le giornate al mare, il sonno modificato e la maggiore attività fisica possono contribuire a cambiare il modo in cui il bambino mangia.
Questo vale anche per le famiglie che vivono a Bari e in Puglia, dove le temperature estive possono essere elevate e dove le abitudini alimentari sono naturalmente ricche di prodotti stagionali: pomodori, cetrioli, melanzane, zucchine, pesche, anguria, melone, fichi e tanta altra frutta e verdura fresca.
La domanda, quindi, non dovrebbe essere soltanto “Come faccio a farlo mangiare?”, ma soprattutto: “Come posso aiutarlo ad alimentarsi bene anche quando ha meno appetito?”
Innanzitutto, è normale che un bambino abbia meno appetito quando fa caldo?
Sì, può essere assolutamente normale. Il caldo può ridurre temporaneamente la sensazione di fame. Nei bambini piccoli questa situazione può essere particolarmente evidente.
Se il bambino continua a bere adeguatamente, è vivace, gioca, dorme normalmente e mantiene una crescita regolare, una riduzione dell’appetito per alcuni giorni non deve necessariamente preoccupare.
Il consiglio più importante è non trasformare ogni pasto in una battaglia. Il bambino non deve essere obbligato a mangiare una quantità prestabilita.
Se mio figlio non vuole mangiare, devo insistere?
In genere no. Insistere, ricattare o utilizzare premi per convincere il bambino a mangiare può rendere il momento del pasto ancora più conflittuale.
È preferibile continuare a proporre alimenti adeguati, lasciando al bambino una certa libertà sulla quantità.
Un bambino che in estate mangia meno a un pasto può recuperare spontaneamente nei pasti successivi. L’obiettivo non è ottenere che finisca tutto ciò che ha nel piatto, ma mantenere nel complesso un’alimentazione equilibrata.
Se non vuole il pranzo, posso proporgli qualcosa di più leggero?
Certamente. Durante le giornate molto calde può essere utile modificare la composizione dei pasti.
Un pranzo estivo può essere, ad esempio, un piatto unico composto da pasta o cereali, verdure e una fonte proteica, oppure un panino ben composto, un’insalata di riso, cous cous, mozzarella con pomodori o pesce accompagnato da verdure.
La Società Italiana di Pediatria suggerisce di preferire, soprattutto a pranzo e durante le giornate al mare, pasti semplici e leggeri, evitando preparazioni eccessivamente elaborate o ricche di grassi.
In estate è più importante mangiare o bere?
Entrambe le cose sono importanti, ma l’idratazione assume un’importanza particolare.
I bambini, soprattutto i più piccoli, possono non percepire o comunicare adeguatamente la sensazione di sete. Per questo è importante offrire frequentemente acqua, soprattutto quando il bambino gioca, suda o trascorre molto tempo all’aperto.
Non è necessario aspettare che chieda da bere.
Meglio invece limitare bibite zuccherate, bevande gassate e succhi di frutta confezionati, che possono saziare il bambino senza sostituire adeguatamente un’alimentazione varia.
Se mangia poca frutta e verdura, posso preoccuparmi?
Non è necessario trasformare frutta e verdura in un’altra fonte di conflitto.
L’estate, però, offre una grande opportunità perché mette a disposizione alimenti freschi, colorati e ricchi di acqua.
In Puglia abbiamo una straordinaria varietà di prodotti stagionali: pomodori, cetrioli, melanzane, zucchine, pesche, albicocche, melone, anguria e fichi possono diventare protagonisti dei pasti e degli spuntini.
Anche la tradizione gastronomica barese e pugliese può essere valorizzata proponendo ai bambini preparazioni semplici basate su ingredienti locali, come pomodoro, olio extravergine di oliva, verdure, legumi e pesce.
La frutta fresca è particolarmente utile in estate perché apporta acqua, fibre, vitamine e minerali. Non dovrebbe però essere considerata semplicemente un sostituto universale del pasto.
E se il bambino vuole mangiare soltanto gelato?
Il gelato può tranquillamente far parte dell’estate di un bambino, ma non dovrebbe diventare la soluzione abituale alla riduzione dell’appetito.
Un gelato può essere una merenda o, occasionalmente, può sostituire un pasto in una giornata particolare. Non dovrebbe però diventare il modo per compensare sistematicamente il rifiuto del pranzo o della cena.
E questo vale anche quando siamo in vacanza a Bari, sul lungomare, a Monopoli o in una delle tante località balneari pugliesi: godersi un buon gelato fa parte dell’estate, ma senza trasformarlo nell’unico alimento che il bambino accetta.
Se mangia poco a pranzo, devo preparargli qualcosa di diverso?
Non necessariamente.
È preferibile evitare di preparare continuamente un “menu alternativo” ogni volta che il bambino rifiuta il pasto proposto.
Si possono però adottare alcune strategie intelligenti: porzioni più piccole, alimenti freschi, preparazioni semplici e possibilità di scegliere tra due alternative sane.
Per esempio: “Preferisci pasta con pomodoro o riso con verdure?” può essere più efficace di “Cosa vuoi mangiare?”.
In questo modo il genitore mantiene la responsabilità di scegliere cosa offrire, mentre il bambino può esercitare una certa autonomia sulla scelta e sulla quantità.
È meglio dividere il cibo in tanti piccoli pasti?
Non esiste una regola valida per tutti i bambini. Durante l’estate, tuttavia, può essere utile mantenere una certa regolarità nei pasti e negli spuntini, senza forzare il bambino a mangiare se non ha fame.
Se il bambino ha poco appetito durante il pranzo, può essere utile organizzare una merenda nutriente qualche ora dopo: yogurt, frutta, pane e olio, pane e pomodoro o altre proposte semplici possono essere alternative valide.
Il rischio da evitare è che la giornata venga riempita di piccoli snack, succhi, biscotti, bevande zuccherate e gelati, così che il bambino arrivi ai pasti principali già sazio.
Quando la perdita di appetito deve preoccuparmi?
Una riduzione dell’appetito legata al caldo è generalmente transitoria. È invece opportuno parlarne con il pediatra quando il cambiamento è marcato, persistente o associato ad altri sintomi.
Particolare attenzione va prestata se il bambino appare insolitamente abbattuto, beve poco, urina molto meno del solito, presenta vomito o diarrea importanti, febbre persistente, dolore, difficoltà a deglutire, perdita di peso o se si osserva un rallentamento della crescita.
Nei bambini molto piccoli è importante prestare particolare attenzione all’idratazione, perché il rischio di disidratazione durante le giornate molto calde è maggiore.
Qual è la regola più importante per l’alimentazione dei bambini in estate?
Non bisogna combattere contro il caldo: bisogna adattare l’alimentazione al caldo.
Questo significa proporre acqua frequentemente, pasti più semplici e digeribili, frutta e verdura di stagione, fonti proteiche adeguate e piatti unici quando sono più pratici.
Significa anche accettare che durante una giornata molto calda il bambino possa mangiare meno a pranzo e avere più appetito la sera.
L’alimentazione estiva non deve essere perfetta ogni giorno. Deve essere complessivamente equilibrata, varia e sostenibile per tutta la famiglia.
Ricorda:
- il caldo può ridurre temporaneamente l’appetito del bambino;
- non bisogna forzare il bambino a mangiare o trasformare il pasto in una battaglia;
- offri frequentemente acqua, soprattutto durante le giornate calde e quando il bambino è all’aperto;
- preferisci frutta e verdura di stagione, sfruttando anche la grande varietà di prodotti estivi della Puglia;
- in estate possono essere particolarmente pratici piatti unici, freschi e poco elaborati;
- limita le bevande zuccherate e i succhi confezionati, che possono togliere appetito senza fornire un’alimentazione completa;
- il gelato può far parte dell’estate, ma non dovrebbe diventare la soluzione quotidiana quando il bambino mangia poco;
- non è necessario preparare continuamente un menu alternativo ogni volta che il bambino rifiuta un alimento;
- la tradizione alimentare pugliese offre moltissimi spunti per proporre verdure, legumi, pesce, cereali, olio extravergine di oliva e frutta fresca;
- se la riduzione dell’appetito è importante, persistente o associata a perdita di peso, scarsa idratazione o altri sintomi, è opportuno parlarne con il pediatra.
Conclusione
“Non mangia niente!” è una frase che in estate molti genitori pronunciano con preoccupazione.
In realtà, nella maggior parte dei casi, un bambino che durante le giornate più calde mangia meno non sta necessariamente andando incontro a un problema nutrizionale. Il suo appetito può semplicemente adattarsi alle condizioni climatiche e ai nuovi ritmi della vacanza.
La cosa più importante è osservare il bambino nel suo insieme: come beve, come gioca, come dorme, come cresce e come sta.
L’estate può diventare anche un’occasione per riscoprire un’alimentazione semplice e mediterranea, proprio come quella della nostra Puglia: pomodori maturi, verdure di stagione, frutta fresca, legumi, pesce, pane, cereali e buon olio extravergine di oliva.
Che siate a casa a Bari, al mare sul litorale barese o in vacanza in Puglia, non è necessario inseguire il bambino con il cucchiaino in mano. Proponete, variate, idratate e soprattutto non trasformate il cibo in una fonte di ansia.
Se il bambino sta bene e cresce regolarmente, qualche pasto consumato con poco entusiasmo può essere semplicemente… parte dell’estate.
Perché anche imparare ad ascoltare la propria fame fa parte dell’educazione alimentare.
Contenuto informativo a carattere divulgativo. Per dubbi specifici sull’alimentazione, sulla crescita o sulla perdita di peso del proprio bambino è sempre opportuno rivolgersi al pediatra.
L'autore
La Dott.ssa Emanuela Birocchi è Medico Chirurgo e Specialista in formazione in Pediatria. Svolge attività clinica a Bari e Bitonto, prendendosi cura dei bambini dalla nascita all’adolescenza con un approccio fondato sull’ascolto, sulla prevenzione e sulle più recenti evidenze scientifiche.
Ha conseguito la laurea in “Medicine and Surgery” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” IRCCS di Roma, frequentando un percorso di studi internazionale in lingua inglese con perfezionamento negli Stati Uniti. Ha successivamente maturato un’esperienza come ricercatrice in Malattie Infettive, che oggi rappresenta un valore aggiunto nella sua capacità di gestione delle patologie infettive pediatriche.
Ha perfezionato la propria formazione in Nutrizione Pediatrica, riconoscendo nell’alimentazione un elemento fondamentale per la crescita e il benessere del bambino. Attraverso un percorso giovanile trascorso nel cinema e nella recitazione ha sviluppato empatia e capacità comunicative, qualità che caratterizzano il suo rapporto con i piccoli pazienti e le loro famiglie.
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